lunedì 5 marzo 2018

Elezioni: M5s primo partito, Salvini sopra Fi, crollo Pd

Le elezioni 2018 hanno due vincitori: il Movimento 5 Stelle, che diventa il primo partito sfondando quota 31%; e la Lega di Matteo Salvini, che conquista la leadership del centrodestra. E hanno tanti perdenti. Ma uno più di tutti: il Pd di Matteo Renzi, che anche per effetto del sorpasso del Carroccio su Forza Italia, con conseguente spostamento a destra della linea politica, si ritrova di fatto fuori dai giochi. 

La debacle è raccontata dai numeri, da quel 20% e rotti che non evita al segretario lo smacco di aver fatto peggio della «non vittoria» di Bersani del 2013 quando il Pd si fermò al 25,42% e già sembrava un disastro. Maurizio Martina, vice di Renzi al Nazareno, alle 3 del mattino non può che parlare di «sconfitta molto evidente, molto chiara, molto netta», annunciando per le prossime ore un intervento dello stesso segretario, probabilmente un annuncio di dimissioni. E Gianni Cuperlo su Facebook parla di «sconfitta dura, severa, per il Pd e per tutta la sinistra. Una svolta a destra a trazione leghista». 

Anche Berlusconi finisce tra gli sconfitti: la coalizione di centrodestra è avanti ma non riesce a conquistare quella maggioranza autonoma che il Cav aveva garantito per tutta la campagna elettorale. E il balzo in avanti di Salvini, oltre a sconfessare la linea europeista di Forza Italia che era arrivata a candidare a premier Antonio Tajani, fa sì che non sarà più ad Arcore bensì in via Bellerio la cabina di regia da cui verranno stabilite linea politica e strategie. 

Nel circolo dei perdenti rientrano infine Liberi e Uguali e +Europa: i primi superano di poco la soglia del 3% e accedono in Parlamento con un numero risicatissimo di seggi; la lista di Emma Bonino, che ottiene buoni risultati nelle grandi città ma su scala nazionale non supera il 3% e si deve accontentare dei soli seggi garantiti dai collegi uninominali di coalizione (tra cui quello della stessa Bonino).

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