mercoledì 7 febbraio 2018

Giallo su Meta e Moro, brano accusato di plagio

Giallo sulla prima serata del Festival di Sanremo. Ermal Meta e Fabrizio Moro, in testa alle scommesse come favoriti per la vittoria finale, rischierebbero una clamorosa squalifica per il brano ‘Non mi avete fatto niente’, accusato di plagio. La canzone, nella parte del ritornello, ricorda un altro brano sanremese scritto da Anrea Febo, coautore di Meta e Moro. Si tratta di “Silenzio” presentata da Ambra Calvani e Gabriele De Pascali alle selezioni di Sanremo Giovani del 2016. 

Sotto accusa il ritornello che recita queste parole: “Non mi avete tolto niente, non avete avuto niente, questa è la mia vita che va avanti oltre tutto e oltre la gente. Non mi avete fatto niente” molto simili a quelle cantate ieri da Ermal Meta e Fabrizio Moro: “Non mi avete fatto niente, non mi avete tolto niente, questa è la mia vita che va avanti, oltre tutto, oltre la gente”. Ma gli stessi cantanti avevano già spiegato di aver ripreso il ritornello da una canzone scritta da Febo sviluppando il brano intorno ad esso per cui il caso potrebbe rientrare prima del tempo. 

Tra i casi precedenti ricordiamo le partecipazioni di Simone Cristicchi (2006) e Chiara Civello (2012), entrambi archiviati, ma anche quelli di Loredana Bertè (2008) e Riccardo Sinigallia (2014), che alla fine furono esclusi dal Festival. Il rischio per il brano di Meta e Moro non è tanto quello del plagio quanto quello di appurare se “Silenzio” sia mai stata eseguita davanti a un pubblico. 

Nel caso Silenzio risultasse regolarmente eseguita davanti a un pubblico, secondo il regolamento (sarebbe assente il requisito di brano inedito per una parte della canzone) il brano di Ermal Meta e Fabrizio Moro dovrebbe quindi essere squalificato dalla gara del festival di Sanremo.

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