giovedì 15 febbraio 2018

Almeno 17 morti nella sparatoria in una scuola della Florida

Almeno 17 morti, giovani e adulti. Quindici persone ancora in ospedale. E’ questo il bilancio, che potrebbe ulteriormente peggiorare, della sparatoria che nel giorno di San Valentino ha sconvolto una scuola superiore a Parkland, un quartiere ricco di Fort Lauderdale a un’ora di auto da Miami, in Florida. 

Ad avere aperto il fuoco è stato un ex studente, espulso l’anno scorso dall’istituto scolastico per cattiva condotta. E’ stato arrestato 60 minuti dopo la strage, a circa cinque chilometri di distanza dal luogo della strage. Il suo movente resta ancora un mistero ma stando alla ricostruzione dell’Fbi, si era preparato per compiere la tragedia. E sui social media sono emersi materiali definiti dalle autorità “molto, molto sconvolgenti”: immagini di un uomo con un fucile come quello usato da lui per uccidere, di varie pistole su un letto, di una rana che pare sia stata uccisa. 

I ragazzi erano quasi pronti per lasciare le loro aule e tornare a casa. A rovinare i loro piani ci ha pensato Cruz: armato di un fucile semiautomatico AR-15, di “tanti caricatori”, di granate fumogene e con il volto coperto da una maschera antigas, ha aperto il fuoco. Ha iniziato al di fuori della Marjory Stoneman Douglas High School, questo il nome della scuola con circa 3.000 iscritti, dove ha ucciso tre persone incluso un passante. 

Poi si è recato all’interno dell’edificio e ha fatto scattare l’allarme antincendio cogliendo di sorpresa gli studenti che in giornata avevano già fatto un’esercitazione per prepararsi a potenziali fiamme. Mentre percorreva i corridoi che conosceva bene, Cruz ha riaperto il fuoco mirando contro chi stavano cercando rifugio; così facendo ha strappato la vita a 12 individui; altri due sono poi morti in ospedale.

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