martedì 10 novembre 2015

Mafia Capitale, Odevaine: "Totti pagava per proteggere i suoi figli"

"E' vero che dei vigili urbani facevano vigilanza ai figli di Totti ma lo facevano fuori dall'orario di lavoro e venivano pagati in nero, dallo stesso Totti". Lo ha detto Luca Odevaine, già componente del Tavolo per il coordinamento nazionale sull’accoglienza ai richiedenti asilo, nell'interrogatorio reso nel carcere di Terni ai pm che indagano su Mafia Capitale.

Francesco Totti avrebbe pagato "in nero" alcuni vigili urbani da usare come bodyguard per controllare i suoi figli. Lo dice Luca Odevaine, imputato nel processo Mafia Capitale, e ora collaboratore dei pm che indagano.

"E' vero che dei vigili urbani facevano vigilanza ai figli di Totti - ha affermato Odevaine parlando del capitano della Roma nel corso dell'interrogatorio svolto nel carcere di Terni - ma lo facevano fuori dall'orario di lavoro e venivano pagati in nero, dallo stesso Totti". 

"L'esigenza - ha precisato poi Odevaine, rispondendo alle domande del pm Paolo Ielo - era nata dal fatto che era giunta una voce di un progetto di rapimento del figlio di Totti. Ne parlai con il colonnello Luongo dei carabinieri, il quale, tenuto conto della genesi e della natura della notizia, convenne con me che non era il caso di investire il comitato per la sicurezza ma che si poteva trovare un modo per provvedere".
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