martedì 19 dicembre 2017

E' fallita Borsalino, l'azienda dei cappelli dei divi

Il cappello Borsalino ha un legame stretto con le star di Hollywood. Lo indossa Jean-Paul Belmondo nel capolavoro 'Fino all'ultimo respiro', Marcello Mastroianni in '8 e 1/2' e Tony Servillo nel film 'La grande bellezza'. C'è il 'Borsalino', pellicola cult degli anni '70 interpretata da Alain Delon. Un'immagine resta scolpita su tutte: Humphrey Bogart e Ingrid Bergman, entrambi con un Borsalino in testa, nella scena dell'addio finale di Casablanca. 

Per questo il fallimento dell'azienda di Alessandria, nata come piccolo laboratorio di cappelli nel 1857 e diventata famosa in tutto il mondo, è qualcosa di più del triste finale di una bella storia d'impresa durata più di 160 anni. E' un colpo alla memoria collettiva, quella in cui scorrono le immagini dei divi più amati. Ed è un colpo al made in Italy e a un savoir faire industriale e artigianale quasi unico se si pensa che per creare un Borsalino servono 52 passaggi e sette settimane di lavorazione. 

Il tribunale di Alessandria ha respinto la richiesta di concordato presentata dalla Haeres Equita, società dell'imprenditore svizzero Philippe Camperio, che gestisce l'azienda ed è titolare del marchio, vero valore della Borsalino. Già un anno fa un'analoga richiesta era stata respinta. Camperio, però, non ci sta. "Il fallimento si basa su ragioni tecniche e legali che nulla hanno a che fare con la gestione dell'azienda da parte di Haeres Equita. L'attività di Borsalino continua, la nostra volontà è di andare avanti mantenendo i livelli occupazionali e il sito produttivo ad Alessandria", replica. 

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