venerdì 24 novembre 2017

Troppa luce artificiale, dal 2012 le aree illuminate sono aumentate

Chi immaginava e sperava che lo sviluppo della tecnologia aiutasse a ridurre l’inquinamento luminoso rimane ancora una volta deluso. Un’indagine compiuta dal centro di ricerca tedesco Gfz per le scienze geologiche a livello planetario dimostra, anche attraverso le immagini satellitari, che la diffusione della luce artificiale sulla Terra, al di fuori delle abitazioni, negli ultimi cinque anni, a partire dal 2012 è cresciuta del due per cento ogni 12 mesi.

Ma la realtà sarebbe ancora peggiore — sottolineano gli autori dello studio pubblicato su Science Advanced — perché i sensori impiegati nella ricognizione non rilevavano alcune tipologie di illuminazione a Led, ora sempre più diffuse. Se ci può consolare, le nazioni che rimangono stabili nei livelli dell’inquinamento luminoso sono gli Stati Uniti e, in Europa, la Spagna, l’Italia e i Paesi Bassi nei quali però si accendono macchie più luminose nelle aree dove si pratica un’agricoltura più intensiva. Un drammatico declino, non certo per virtù, lo mostrano Paesi come lo Yemen e la Siria a causa dei conflitti di cui sono vittime. In parte anche l’Australia migliora mentre un’intensa crescita nella brillantezza si registra in Asia, Africa e Sud America. 

Nelle righe del rapporto c’è una nota di smarrimento davanti ai dati che si contrappongono a una consapevolezza sempre più ampia sui danni all’ambiente, agli animali e a noi stessi causati da una più diffusa illuminazione. L’eccesso di luce, oltre agli sprechi e ai costi, incide negativamente sui ritmi vitali inclusa la riproduzione. Ne risentono le migrazioni degli uccelli, le piante alterano e allungano i loro tempi di crescita, ma anche la nostra salute ne è colpita. L’impatto biologico, si sottolinea, è sempre più grave.

.

Nessun commento :

Posta un commento