domenica 12 novembre 2017

Ipoacusia: sentire poco aumenta rischi demenza

Sentire bene, anche a un’età avanzata, mantiene giovane il cervello. In Italia oggi vivono 8 milioni di ipoacusici. Sono persone che non hanno perso l’udito ma iniziano ad avere difficoltà ad afferrare i suoni e smarriscono così piano piano il contatto con gli altri. Il loro numero è in continua crescita, visto l’alto indice di longevità, ma non tutti fanno ricorso alle protesi acustiche. 

Pregiudizi, pigrizia e motivazioni sociali ed economiche, fanno sì che specie nel nostro Paese sia ancora scarsa la sensibilità verso le ipoacusie. Eppure il problema esiste perché numerose ricerche dimostrano che rispetto ai normoudenti, gli individui affetti da ipoacusia lieve, media e grave, hanno rispettivamente 2, 3 e 5 volte un rischio più alto di sviluppare deficit cognitivii. 

Il tema viene approfondito durante il convegno, dal titolo “Novità cliniche e tecnologiche in ambito audioprotesico”, promosso dall’Università di Tor Vergata, in occasione dei 25 anni del corso di laurea in tecniche audioprotesiche, in programma a Roma fino a domani 2017 presso il Centro Congressi Piazza di Spagna.

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