mercoledì 1 novembre 2017

Così la fibra ottica può avvisarci in anticipo di un terremoto

Un team di ricercatori dell’Università di Stanford, guidato dal professore italiano Biondo Biondi, ha dimostrato che è possibile utilizzare la fibra ottica per monitorare in tempo reale i terremoti. La scoperta potrebbe trasformare le reti già esistenti nel più grande e veloce strumento esistente per l’analisi dell’attività sismica. Trasmettendo dati a una velocità prossima a quella della luce, questa tecnologia permetterà di guadagnare preziosi minuti di vantaggio rispetto all’arrivo di un terremoto a costi praticamente inesistenti.

“Usando le fibre ottiche preesistenti possiamo ascoltare continuamente - e bene - la Terra”, ha spiegato Biondi. La fibra ottica è una rete di filamenti, normalmente di proprietà delle società di telecomunicazioni, che si dipanano sotto il manto stradale e attraverso le quali scorrono i dati di Internet. Grazie a un tracciato di 4800 metri che corre intorno all’università californiana fino a formare un anello, e realizzato apposta per lo studio, il gruppo di Biondi ha potuto registrare 800 eventi sismici, compreso il terremoto che ha colpito il Messico. 

Attraverso l’analisi delle interferenze nel traffico dati, i ricercatori sono in grado di ricavare informazioni relative alla direzione e all’intensità di un evento sismico. “Nessuno credeva che questo potesse funzionare”, ha detto il ricercatore Eileen Martin. "Si è sempre pensato che la fibra ottica lasciata libera avrebbe generato troppo rumore per essere utile”.

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