mercoledì 16 marzo 2016

Fabre conquista Forte Belvedere

L'opera di Jan Fabre 'Cercando l’Utopia' (2003)
Si rinnova l’appuntamento annuale con la grande arte al Forte Belvedere di Firenze: dopo le mostre internazionali di Giuseppe Penone e Antony Gormley, i bastioni dell’antica fortezza medicea ospiteranno le opere di Jan Fabre, uno degli artisti più innovativi e rilevanti del panorama contemporaneo. Artista totale, Fabre (Anversa, 1958) sprigiona la sua immaginazione nei diversi linguaggi della scultura, del disegno e dell’installazione, della performance e del teatro. La grande mostra 'Jan Fabre. Spiritual Guards', promossa dal Comune di Firenze, si svilupperà tra Forte Belvedere, dal 14 maggio al 2 ottobre prossimi, Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria, dal 15 aprile al 2 ottobre. Si tratta di una delle più complesse e articolate mostre in spazi pubblici italiani realizzata dall’artista e regista teatrale fiammingo, a cura di Joanna De Vos e Melania Rossi.

Per la prima volta in assoluto un artista vivente si cimenterà contemporaneamente in tre luoghi di eccezionale valore storico e artistico. Saranno esposti un centinaio di lavori realizzati da Fabre tra il 1978 e il 2016: sculture in bronzo, installazioni di gusci di scarabei, lavori in cera e film che documentano le sue performance. Fabre presenterà anche due opere inedite, pensate appositamente per questa occasione. L’anteprima sarà un evento di straordinario impatto visivo e dai forti connotati simbolici. La mattina del 15 aprile, infatti, ben due sculture in bronzo di Fabre entreranno a far par parte -temporaneamente- di quel museo a cielo aperto che è Piazza Signoria. 

Una di queste, 'Searching for Utopia', di eccezionali dimensioni, dialogherà con il monumento equestre di Cosimo I, capolavoro rinascimentale del Giambologna; mentre la seconda, 'The man who measures the clouds (American version, 18 years older)', si innalzerà sull’Arengario, o Ringhiera, di Palazzo Vecchio, tra le copie del David di Michelangelo e della Giuditta di Donatello. In entrambe le opere si riconoscerà l’autoritratto dell’artista, nella doppia veste di cavaliere e guardiano, come tramite tra terra e cielo, tra forze naturali e dello spirito.
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