giovedì 31 luglio 2014

Argentina in default per la seconda volta in 13 anni

Dalle 6 di questa mattina l’Argentina è in default. A nulla sono valsi i disperati negoziati delle ultime ore: l’accordo con i creditori statunitensi non è stato trovato. Si tratta della seconda volta nel giro di 13 anni.

Il ministro dell’Economia argentino, Axel Kicillof, ha definito “avvoltoi” gli hedge fund americani ai quali il suo Paese deve 539 milioni di dollari di interessi dopo una sentenza emessa negli Stati Uniti. L’Argentina avrebbe dovuto onorare il pagamento entro il 30 giugno. Kicillof ha riferito che gli interlocutori hanno rifiutato il compromesso proposto dal governo di Buenos Aires, senza descrivere la proposta nei dettagli.

Standard & Poors', che già collocava i titoli di Buenos Aires a livello spazzatura (CCC-), ieri ha emesso un giudizio di "selective default": situazione che non equivale ad un fallimento totale ma che riconosce che il Paese onora i sui impegni su certi bond ma non su altri. “Chi crede più alle agenzie di rating? – ha cercato di minimizzare Kicillof – Chi pensa che siano arbitri imparziali del sistema finanziario?”.

Il default colpisce un’economia già in recessione. Preoccupano anche le possibili ricadute sui prezzi al consumo, in un Paese con un’inflazione tra le più elevate al mondo. 
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